EDUCAZIONE AFFETTIVA. PELLEGRINO (AVS): STATO ABDICA A RUOLO FORMATIVO


EDUCAZIONE AFFETTIVA. PELLEGRINO (AVS): STATO ABDICA A RUOLO FORMATIVO

08.06.2026
15:40
(ACON) Trieste, 8 giu - "Non è un peccato o uno scandalo parlare di educazione affettiva e sessuale nelle scuole. Il vero peccato e la vera irresponsabilità istituzionale è scegliere di non parlarne abbandonando i giovani all'isolamento, alla disinformazione e a modelli tossici veicolati dal web e dalla pornografia". Così in una nota la consigliera regionale Serena Pellegrino (Alleanza Verdi e Sinistra) a margine del via libera "alla Legge Valditara sull'educazione sessuo-affettiva, che rende obbligatoria l'approvazione delle famiglie e il divieto tassativo nelle scuole dell'infanzia e primarie".

"L'approvazione definitiva della legge sul cosiddetto Consenso informato impone un clima di sospetto e censura attorno a tematiche fondamentali per la crescita dei nostri ragazzi. Imporre filtri preventivi - aggiunge Pellegrino - e ostacolare i percorsi formativi sull'affettività e sul rispetto non protegge gli studenti, ma li priva degli strumenti necessari per comprendere le proprie emozioni, riconoscere i propri confini e prevenire la violenza di genere".

"La presunta volontà di tutelare i minori da una propaganda - incalza l'esponente rossoverde - è un pretesto ideologico e demagogico, che maschera una visione miope e reazionaria. La scuola pubblica ha il dovere costituzionale di formare cittadini consapevoli e di garantire un'educazione inclusiva. Escludere questi temi dalla scuola dell'infanzia e primaria, relegandoli a un percorso burocratico alle medie e superiori, significa far abdicare lo Stato al proprio ruolo formativo e imporre un controllo invasivo sui programmi, violando così la libertà di insegnamento".

Secondo Pellegrino "i giovani chiedono a gran voce di essere ascoltati e guidati nella comprensione delle relazioni, del consenso e dell'identità. Mettere il bavaglio agli insegnanti ed erigere barriere tra scuola e famiglia non tutela la libertà educativa, ma indebolisce il patto sociale".

"È inaccettabile - prosegue Pellegrino - una censura politica che ignora l'evidenza scientifica e sociale, in quanto l'educazione sessuo-affettiva è il principale strumento di prevenzione e rispetto reciproco. Come indicato dal documento redatto dall'Unesco, con Oms, Unicef e Unfpa, i programmi scolastici strutturati migliorano le competenze di vita, non aumentano l'attività sessuale precoce e rendono i giovani più responsabili. Inoltre, la Società Italiana di Terapia Comportamentale e Cognitiva (Sitcc) conferma che questa educazione previene il cyberbullismo, riduce i comportamenti aggressivi e abbatte la violenza di genere".

"I dati internazionali dimostrano, infine, che chi riceve una formazione sul consenso sa identificare meglio le situazioni di abuso e molestia, proteggendosi in anticipo. Ecco perché - conclude l'esponente di Avs - ci appare immotivato e oscurantista il principio, e quindi la legge, per contrastare ciò che la scienza dell'educazione insegna da tempo, ovvero che la scuola è l'unico argine per decostruire e destrutturare modelli distorti e tossici, nel ritardare il debutto sessuale o nel ridurre le gravidanze indesiderate, ribadendo che l'educazione affettiva non è una scelta accessoria, ma una vera e propria pratica di salute pubblica e prevenzione, fondamentale per il benessere psicofisico di studenti e studentesse". ACON/COM/aa



  • Serena Pellegrino (Avs)
    Serena Pellegrino (Avs)