EDUCAZIONE AFFETTIVA. PELLEGRINO (AVS): STATO ABDICA A RUOLO FORMATIVO
(ACON) Trieste, 8 giu - "Non è un peccato o uno scandalo
parlare di educazione affettiva e sessuale nelle scuole. Il vero
peccato e la vera irresponsabilità istituzionale è scegliere di
non parlarne abbandonando i giovani all'isolamento, alla
disinformazione e a modelli tossici veicolati dal web e dalla
pornografia". Così in una nota la consigliera regionale Serena
Pellegrino (Alleanza Verdi e Sinistra) a margine del via libera
"alla Legge Valditara sull'educazione sessuo-affettiva, che rende
obbligatoria l'approvazione delle famiglie e il divieto tassativo
nelle scuole dell'infanzia e primarie".
"L'approvazione definitiva della legge sul cosiddetto Consenso
informato impone un clima di sospetto e censura attorno a
tematiche fondamentali per la crescita dei nostri ragazzi.
Imporre filtri preventivi - aggiunge Pellegrino - e ostacolare i
percorsi formativi sull'affettività e sul rispetto non protegge
gli studenti, ma li priva degli strumenti necessari per
comprendere le proprie emozioni, riconoscere i propri confini e
prevenire la violenza di genere".
"La presunta volontà di tutelare i minori da una propaganda -
incalza l'esponente rossoverde - è un pretesto ideologico e
demagogico, che maschera una visione miope e reazionaria. La
scuola pubblica ha il dovere costituzionale di formare cittadini
consapevoli e di garantire un'educazione inclusiva. Escludere
questi temi dalla scuola dell'infanzia e primaria, relegandoli a
un percorso burocratico alle medie e superiori, significa far
abdicare lo Stato al proprio ruolo formativo e imporre un
controllo invasivo sui programmi, violando così la libertà di
insegnamento".
Secondo Pellegrino "i giovani chiedono a gran voce di essere
ascoltati e guidati nella comprensione delle relazioni, del
consenso e dell'identità. Mettere il bavaglio agli insegnanti ed
erigere barriere tra scuola e famiglia non tutela la libertà
educativa, ma indebolisce il patto sociale".
"È inaccettabile - prosegue Pellegrino - una censura politica che
ignora l'evidenza scientifica e sociale, in quanto l'educazione
sessuo-affettiva è il principale strumento di prevenzione e
rispetto reciproco. Come indicato dal documento redatto
dall'Unesco, con Oms, Unicef e Unfpa, i programmi scolastici
strutturati migliorano le competenze di vita, non aumentano
l'attività sessuale precoce e rendono i giovani più responsabili.
Inoltre, la Società Italiana di Terapia Comportamentale e
Cognitiva (Sitcc) conferma che questa educazione previene il
cyberbullismo, riduce i comportamenti aggressivi e abbatte la
violenza di genere".
"I dati internazionali dimostrano, infine, che chi riceve una
formazione sul consenso sa identificare meglio le situazioni di
abuso e molestia, proteggendosi in anticipo. Ecco perché -
conclude l'esponente di Avs - ci appare immotivato e oscurantista
il principio, e quindi la legge, per contrastare ciò che la
scienza dell'educazione insegna da tempo, ovvero che la scuola è
l'unico argine per decostruire e destrutturare modelli distorti e
tossici, nel ritardare il debutto sessuale o nel ridurre le
gravidanze indesiderate, ribadendo che l'educazione affettiva non
è una scelta accessoria, ma una vera e propria pratica di salute pubblica
e prevenzione, fondamentale per il benessere psicofisico di
studenti e studentesse".
ACON/COM/aa